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Leo Virgili

Polistrumentista ed arrangiatore eclettico, comincia l’attività professionistica a 17 anni interpretando con disinvoltura i generi più disparati, dal punk al jazz passando per il folk e militando nei gruppi Arbe Garbe, Kosovni Odpadki, Tre Allegri Ragazzi Morti, Radio Zastava, Playa Desnuda… oltre che nelle orchestre Jazz: Abbey Town del m° Kyle Gregory e T. Monk del m° Marcello Tonolo. Compie numerose tournée italiane e internazionali (Sudamerica, Australia, Scandinavia, Est Europa).
Collabora dal 1998 con Radio Onde Furlane alla produzione e conduzione di programmi radiofonici e televisivi (+Sklet, Musiche Furlane Fuarte, Ce fâ, Atôr Atôr). Si occupa della direzione artistica di svariati festival artistici e musicali (Rive Creative, Premi Friûl, Musiche – Pe gnove musiche furlane, Suns, Ippliswing…). E’ referente friulano del Liet International, il più importante evento musicale europeo per le lingue minoritarie, del quale sarà il direttore artistico nell’edizione 2011.

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Dek Ill Ceesa

Meglio conosciuto come Dek “ill Ceesa”, Andrea De Candido scende dai monti della Carnia per far ascoltare la sua musica per la prima volta nel 2005 a soli vent’anni, ottenendo al suo esordio il “Premi Friûl” come miglior proposta giovane. Non trascorre molto tempo da quando, con il collettivo Carnicats di cui fa parte e che l’ha cresciuto, vince anche il premio “Carnia Canta 2006” e inizia una lunga serie di live che continua ininterrottamente sino ad oggi.

E’ il periodo in cui grazie alla produzione esecutiva di Radio Onde Furlane e quella artistica di Fulvio “Reddka” Romanin esce “Rap par Cjargnel”, primo disco del capellone di Dilignidis e della neonata etichetta urban ReddArmy. Il disco riceve i meriti della critica e quelli del pubblico, registrando un record di vendite che richiederà due ristampe nei due anni successivi all’uscita; davvero numerosi i live che portano Dek in giro per il Friuli, al quale si aggiunge nel 2008 l’uscita del primo disco dei Carnicats che amplia ancor di più il bacino di ascoltatori grazie all’uso del rap in lingua italiana. Da lì in poi ci saranno un susseguirsi di avvenimenti che in pochi anni renderanno Dek e il gruppo Carnicats tra i più noti della Regione, soprattutto come rappresentati di questa al di fuori dei suoi confini; a testimonianza di questo la presenza al Liet Lavlut 2008 in Svezia in cui si sono posizionati terzi con il brano “Oz Dream”, e di recente, la lunga programmazione del primo video dei “Cats” su AllMusic, un brano che porta per la prima volta la lingua friulana all’attenzione degli spettatori italiani.

I testi divertenti e divertiti sono solo una parte di una produzione artistica che mette in risalto le proprie origini, la cultura e le tradizioni ancora vive della Carnia dalla quale proviene, una voce che aspira a rappresentare in maniera nuova e attuale un intero popolo e un identità che va mantenuta viva, in primo luogo tra i giovani ascoltatori. Oltre che come rapper, Dek è costantemente impegnato in progetti di divulgazione della lingua friulana in ambito giovanile.

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Luigi Maieron

Inizia la sua carriera di musicista prestissimo, accompagnando la madre Cecilia, fisarmonicista e il nonno contrabbassista. Dopo diverse esperienze sia nel folk che nel rock, intraprende la carriera di cantautore, e vince nel 1993 e nel 1995 due edizioni del Festival del canto friulano e nel 1997 il Premi Friûl. Il suo primo CD ufficiale Anime Femine (Anima donna) esce nel 1998, interamente formato da brani in lingua friulana, e lo porta all’assegnazione del premio Moret d’Aur. Nel 2000 viene pubblicata la raccolta di poesie (sempre in friulano) Orepresint (In questo momento). Nel 2001 mette in scena lo spettacolo Il troi e la ruvis (Il sentiero e la frana), un diario di parole e canzoni. Nel 2002 esce l’album Si vif (Si vive), coprodotto da Massimo Bubola (quarto posto al premio “Tenco” nella categoria “Album in dialetto”). Lo stesso anno Maieron propone lo spettacolo Vestu cun nou ? (Vieni con noi ?), basato sull’intreccio tra la tradizione musicale friulana e la sua musica d’autore. Nel 2004 pubblica il romanzo autobiografico La neve di Anna, che descrive la sua adolescenza e il suo profondo e radicato rapporto con la musica; l’anno successivo vince l’edizione 2005 del premio letterario “Leggimontagna”. Sempre nel 2005 Maieron riceve il “Premi Tor”, per la sua rilettura in musica dell’opera giovanile di Pier Paolo Pasolini I turcs tal Friul (I turchi in Friuli). Assieme all’ertano Mauro Corona è il protagonista del progetto Due uomini di parola …, rappresentato sia nel 2006 che nel 2007. Si tratta di uno spettacolo senza mediatori. La musica e i monologhi si susseguono con un’unica regola: l’improvvisazione. Nel 2006 Luigi Maieron scrive una rilettura in lingua friulana del Vangelo di Marco; la prima dello spettacolo va in scena nell’ottobre del 2006. Nel 2007 esce l’album “Une primavere”. Partecipano alle registrazioni, fra i diversi musicisti, anche il batterista Ellade Bandini e il chitarrista Giorgio Cordini. “Une primavere” (vincitore della Targa Deganutti 2007 e finalista al Premio Tenco 2008) contiene sette brani in friulano e tre in lingua italiana, tra i quali “La neve di Anna”, che riprende il tema di un racconto dell’omonimo libro di Maieron. Nel 2008 Luigi Maieron è protagonista assieme a Pino Petruzzelli dello spettacolo teatrale “Con il cielo e le selve”, basato su racconti di Mario Rigoni Stern, inserito nel programma del teatro Stabile di Genova. Sempre nel 2008 nasce lo show “Tre uomini di parola …”, nel quale le parole di Toni Capuozzo e Mauro Corona si fondono senza soluzione di continuità alle musiche di Luigi Maieron e della sua band. “Tre uomini …” va in scena, tra l’altro, a Torino e alle rassegne “Caffeina Cultura” di Viterbo, al “Festivale internazionale del giornalismo” di Perugia e al “Reportage Atri Festival”. Nel novembre del 2009 Maieron e la sua Band partecipano, assieme a Davide Van de Sfroos, Francesco De Gregori, Teresa De Sio, Enrico Ruggeri ed altri artisti italiani alla prima edizione del Festival della musica dei territori e dei popoli ID&M – “Identità e Musica”, tenutosi al Teatro degli Arcimboldi di Milano

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Arbe Garbe

Nascono nel 1994 col preciso intento di infrangere la barriera folkloristica che circonda la musica popolare per ricreare un’identità spuria, che assecondi l’inevitabile evoluzione che da millenni porta al mescolamento delle tradizioni e dei popoli.
Il folk proposto dagli Arbe Garbe ha le radici piantate nei distretti selvaggiamente industrializzati della provincia di Udine; contaminato dal punk, che ha cresciuto e fortemente influenzato i componenti del gruppo, e da tutte le sonorità scoperte e nate durante la loro attività concertistica.
Le lingue dei testi sono prevalentemente in lingua friulana e beneciana (minoranza slovena del Friuli orientale) ma anche italiana e spagnola e si rifanno all’immaginario crudo, poetico, acido, e antiautoritario della band.
Il gruppo, forte di un impatto live devastante, diventa in pochi anni il fenomeno più seguito della nuova musica friulana, esibendosi in svariate centinaia di concerti in Friuli, in tutta Italia; all’estero, fra Germania, Austria, Svizzera, Slovenia, Croazia, Spagna, Svezia e due indimenticabili tournée in Serbia, e altre due in Argentina e Uruguay(una delle quali insieme a Jabberwocky, Kosovni Odpadki, Tre Allegri Ragazzi Morti e Kraski Ovcari).
Vincitori nel 1998 del Premi Friûl, festival friulano per le nuove tendenze musicali, con il progetto blues-maudit Croz Sclizzâz assieme al poeta Fabian Riz, nel 2004 il loro album autoprodotto Jubilaeum vince la Targa Deganutti come miglior disco friulano dell’anno, nel 2006 sono tra gli 11 finalisti del Liet International la kermesse europea più importante di gruppi rappresentanti delle lingue minoritarie, sempre nel 2006 con il video Puar Beppin vincono la Mostre dal Cine Furlan e Anteprima Zone di Cinema all’interno del Trieste Film Festival.
Hanno al loro attivo diverse programmazioni alle trasmissioni radiofoniche Caterpillar e Fuori giri di Radio Due, alcune apparizioni televisive Rai Due Follie rotolanti e Nu Roads Rai Tre La Storia siamo noi nonché svariati passaggi televisivi e radiofonici su radio ed emittenti locali.

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Carnicats

E’ il nome dei quattro felini del rap; il gruppo friulano è composto da Doro Gjat, Dek Ill Ceesa e G.I.Joe, voci del gruppo, assieme a Dee-J Deo, produttore musicale e deejay. I quattro scendono dalle vette della Carnia, luogo dove si formano nel 1999; come i gatti sono “animali” da una parte docili e affettuosi ma al contempo capaci di graffiare con il proprio rap.

Membri dal 2007 dell’etichetta indipendente urban ReddArmy, dopo il successo nella Regione Friuli-V.G. del lavoro solista di Dek intitolato “Rap Par Cjargnel” (RA001) interamente rappato in lingua friulana si presentano con il loro primo disco omonimo distribuito in tutta Italia da Halidon, seguito dal primo video ufficiale omonimo che è subito entrato in rotazione su AllMusic.

I Cats si distinguono per sonorità che legano l’hip-hop ai generi black più vicini come il soul, il reggae e il funk; non solo semplici campionamenti, ma arrangiamenti ad hoc grazie alle numerose collaborazioni con musicisti e cantanti che stanno allargando gli orizzonti musicali del gruppo. I ‘gatti dalla Carnia’ raccontano il quotidiano, ne scandiscono le sfumature e i chiaroscuri; scelgono di non portare sul palco i clichè tipici dell’hip hop, ma la vita di ogni giorno, le storie in cui a riconoscersi sono in tanti, abbracciandone lati negativi e aspetti positivi.

L’ingrediente fondamentale dei Carnicats è di certo una forte capacità comunicativa nei live e su disco, vivaci ed espressivi, capaci di coinvolgere e divertire un pubblico eterogeneo, in continua espansione.